Contianua il progetto di “Osteopatia & Coaching” presso lo SPRAR Primithis di Roma!

di Angela Paladino

Come si racconta una cosa mai vista prima?

Quale è il modo più autentico di recuperare le parole nel miscuglio delle mie emozioni e di quelle che ho percepito in altri cuori e occhi?

Oggi si è tenuto il secondo incontro con il progetto “Osteopatia e Coaching” promosso dall’Associazione Esaudire presso il centro Sprar Primithis, in una struttura che accoglie uomini adulti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ed umanitaria, nella periferia romana.

Recuperare le parole….Parole che hanno una responsabilità precisa : di restituire visioni, scenari altri ed impegno nella CURA del sé intimo, del sé che, a volte, nascondi persino a te stesso.

Parole che sanno di niente e di tutto. Di strade in salita, di voglia di riscatto, di lezioni di italiano mancate, di famiglie lontane, di voglia di relazioni, di “ non mi hanno trattato così bene neanche nel mio Paese”, di attese, di appuntamenti per i documenti, di ricordi, di calci nello stomaco, di mare in tempesta, di cibo italiano, di maliconia, di “ raccontami la tua storia”.  Parole che si addensano negli appunti presi durante la seduta dalle coach, Marilena e Flavia e che restano sulle mani degli osteopati, Antonio e Simone, appena finito il trattamento. Le traduzioni della interprete dall’arabo poi facilitano le comprensioni dei due beneficiari egiziani e scandiscono ancora di più il significato del progetto.

Una lettura più approfondita viene poi offerta dal dialogo con l’Equipe che unisce i pezzi mancanti, fornendo un osservatorio quotidiano nella relazione con gli ospiti. La bellezza vive in quel moto lento di avviarsi per le scale e raggiungere la sala in cui si tengono i trattamenti di osteopatia e in quell’andare insieme nella camera del coaching.   Li vedo allontanarsi dal mio ufficio e sono ancora incredula e increduli sono i ragazzi.

Guardo le pareti per avere la certezza di essere nello stesso posto di sempre, quel posto tanto chiacchierato da alcuni giornali, dalle televisioni,  da certe camere del potere pubblico e da slogan beceri….un luogo che fatica ad essere inteso come parte di una collettività che cresce e che si “naturalizza” in un territorio.

È uno spazio enorme di vita e di desideri! Me lo ricorda il fare concitato di preparazione a questo pomeriggio e l’illuminata circostanza che in questo luogo ha fatto ingresso una CURA speciale, quella che ti scopre nella caratteristica più umana che hai e che racconta di te, semplicemente, senza costruzioni e senza inganno.

Grazie Esaudire,

Grazie Flavia, Daria, Marilena, Antonio, Simone ,Girolamo e Flaminia!


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