di Angela Paladino

Il team di Osteopati (Ilaria e Daniele) e quello di Coach (Flavia e Daria) hanno deciso di mettere a disposizione dei ragazzi della Liberi Nantes la loro professionalità, portando un progetto di benessere: la seduta di osteopatia prima e poi quella di coaching. A nulla o quasi è servito l’esercizio di memoria sulla presentazione dell’Associazione e la proposta di queste attività  fatto la settimana prima e a pochi minuti dall’inizio dei trattamenti. Gli sguardi increduli sono rimasti immobili di fronte ad un concetto nuovo, che è rimasto nuovo fino a quando non si sono trovati le mani degli osteopati sul proprio corpo, che molti di loro faticano a sentirlo materia viva, che racconta e che riflette la propria storia di vita.

“mi faceva male il mio “here”, indicando un punto non ben delineato della spalla. è la prima volta che provo relax” racconta Moussa, dopo il trattamento di osteopatia.  Si lascia “sfuggire” questa sensazione di scoperta mostrandoci un sorriso ed una grinta che neppure credeva di possedere. Un’affermazione che ci catapulta nel suo mondo, uno spazio mentale e fisico che non conosce riposo e lo scalpitare della voglia di rilassarsi che necessita di entrare in relazione con i suoi muscoli, con il suo sentire, con il suo battito di pancia…..che  lo fa correre immediatamente, almeno un paio di giri del campo , ancora con gli occhi gonfi che ha trascinato con fatica fuori dal lettino.

Daniele, che non ha mai smesso di sorridere con ogni parte del suo viso ( mi ha colpito moltissimo), ci rivela che i ragazzi trattati sono in super tensione, che prima di fidarsi ci hanno messo un po’…che più che altro ha praticato la tecnica a rilassarsi, la stessa che hanno messo in campo sui corpi simili dei terremotati di Amatrice. A fine trattamento ci racconta che con i ragazzi trattati si è instaurata una relazione diversa dal solito. Il trattamento è sempre la risposta ad una richiesta con tutta una serie di aspettative.  In questo caso, in questa realtà particolare, non c’è alcuna attesa. C’è solo un grande desiderio di scegliere di esserci.

Valerio che ha immortalato diversi attimi dei trattamenti, ha fermato in foto una sensazione inizialmente di timidezza, poi…un progressivo sciogliersi.

Inouwa la prima cosa che dice dopo il trattamento, dopo una serie ripetuta ed incredula di grazie grazie grazie (come se avesse vinto alla lotteria)  “ l’osteopata ha toccato una parte che non ha mai toccato nessuno” e ci mostra il piccolo contorno dietro le orecchie. Ha chiamato all’appello le parti del suo corpo in un esercizio di risveglio, di riconciliazione con il proprio nucleo, il proprio essere.

Anche le parole pronunciate durante il trattamento hanno rappresentato un lessico nuovo per i ragazzi: “prova ad ammorbidire la pancia, prova a farlo come farebbe un gatto…respira profondamente…mettiamo in relazione le due zone del corpo e vediamo se si calmano…” un moto dolce di parole che sembra quasi non possano appartenere a chi invece è sempre chiamato a correre, a fuggire, a procurarsi un’alternativa di esistenza e che invece oggi si prendono tutto il tempo per accarezzare queste anime che cercano normalità.

Ilaria si convince ancora una volta di quanto sia fondante l’esperienza, di quanto sia necessaria.  “ Se penso che corpi come questi, con queste tensioni, riescono a giocare a calcio…figurati cosa sono capaci di fare. Sono frizioni in grado di rilasciare catene di traumi intrisi nei tessuti….sono corpi molto corazzati. Sarebbe utile se potessimo venire in mandria a trattare tutti”.

Flavia e Daria ci mostrano il modulo per coaching , una scheda dove c’è da riempire alcune righe sul concetto di felicità, gli obiettivi, gli alleati, le metafore, la sessione…..che si riempie di significazioni importanti, delle storie di vita di Ibrahima e di Moussa  che dentro quello spazio privato, accogliente hanno trovato modo di esprimersi, di trovare ascolto, di ricordarsi chi sono.

“ c’è sempre da imparare dai viaggi degli altri, da scambiarsi il coriandolo di usi e di costumi…”

Vi sono grata,

Angela

Categorie: Esaudire

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